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|Rendita
Presunta| Occorre, innanzitutto, puntualizzare che il calcolo della rendita presunta, non vuole e non può, in alcun modo sostituirsi alla procedura DOCFA, ma si propone solo come indicazione agli utenti che non si siano ancora attivati per la procedura sopramenzionata. Alcuni chiarimenti: >
I vani catastali non corrispondono ai vani fisici delle abitazioni.
Infatti i vani catastali sono i locali utili effettivi detti
anche vani principali (camere, stanze, saloni, soggiorni, ecc.)
in linea di massima l'ampiezza di un vano non può superare i
15/20 mq; i vani principali vengono contati un vano; la cucina
viene contata un vano indipendentemente dalla superficie. - Se un vano ha superficie inferiore a quella minima prevista dal Catasto, anche se esso viene utilizzato come vano principale va conteggiato come accessorio diretto. -
Invece, se un vano ha superficie maggiore di quella massima prevista
dal Catasto, si calcola l'eccedenza. La
consistenza viene arrotondata al mezzo vano il che significa
che ad esempio se dal conteggio della consistenza risultano vani 5,21
si arrotonda a vani 5; se invece dal conteggio della consistenza risultano
vani 4,62 si arrotonda a vani 4,5; così come se dal conteggio
della consistenza risultano vani 6,81 si arrotonda a vani 7; >
Per quanto riguarda gli immobili a destinazione commerciale (gruppo
C, come negozi C/1, magazzini C/2, garage C/6, ecc.) la consistenza
viene espressa in metri quadrati che corrispondono alla superficie
netta di tali immobili. La rendita presunta, si ottiene quindi, moltiplicando la Tarriffa d'Estimo per la consistenza ossia: il numero dei vani catastali (per il gruppo A) i metri quadrati catastali (per il gruppo C) i metri cubi catastali (per il gruppo B). |